|
Associazione
"Reverie Comunità 1"
Psicologia Clinica e Psicoterapia
|
|
Nel Febbraio del 2001 nasce un progetto che
viene legalmente indicato come prolungamento del Centro Diurno della
Comunità Terapeutica di Capena (CTC), il cui obiettivo è quello di offrire
un'attività ed un impegno per utenti esterni alla Comunità. La sperimentazione dell’autonomia: il programma di Residenzialità Decentrata la Residenzialità Decentrata (RD) utilizza piccoli appartamenti ("residenze decentrate"), ubicati fuori dalla Comunità, in contesto urbano e strutturati in moda da poter accogliere 2-4 ospiti, nei quali si realizzano progetti di verifica delle capacità di autonomia psichica ed abitativa acquisite durante il percorso in CT. La funzione preminente assegnata ai programmi di RD e quella di separare strutturalmente ed organizzativamente la funzione dell’abitare da quella del curare che sono invece sostanzialmente sovrapposte nell’intervento di CT. L’inserimento in RD è graduale e modulato in sinergia con l’evoluzione della situazione complessiva del singolo paziente nelle fasi finali del trattamento residenziale. Valutato lo status psicopatologico del paziente e di concerto con lui, la sua famiglia, l’equipe del Servizio inviante e quella della CT, l’utente inizia questa tappa del percorso dapprima andando nel nuovo appartamento per dormirci, guidato e sostenuto dagli operatori - che oltre ad accompagnarlo e rassicurarlo garantiscono sempre una pronta reperibilità dalla CT.
L’ospite quindi vive nella casa esterna alla CT e lì viene eventualmente assistito e sostenuto dagli operatori per tutte quelle funzioni che non sia ancora in grado di svolgere autonomamente; utilizza le risorse del territorio per soddisfare le sue esigenze e, con la guida dell’operatore, sperimenta modalità di socializzazione non protetta. Si reca presso la CT.. solo in quelle fasce orarie in cui vi si svolgono attività terapeutiche e riabilitative significative nel suo progetto individuale. Il passaggio nelle strutture decentrate prelude e prepara il reinserimento nel mondo sociale, lavorativo o familiare e, in linea di massima, la restituzione, per la loro competenza, ai Servizi di Salute Mentale invianti corresponsabili del progetto terapeutico.
Il Centro Diurno-Centro Sociale
La fase di sperimentazione, propedeutica al programma di RD, che prepara all’uscita dalla comunità residenziale ha una durata breve (6 mesi circa) , questa fase è necessaria all’equipe per valutare la possibilità di un’uscita strutturale dalla CT e permettendo il rientro dell’utente nel suo territorio di provenienza con un’organizzazione di vita autonoma o quanto meno con necessità di assistenza decisamente ridotte. Non sempre però questo è l’esito immediato. A volte l’esperienza di RD fa emergere difficoltà non evidenti nel contesto del trattamento residenziale; più spesso i livelli di assistenza necessari a mantenere la persona in equilibrio psichico, per quanto bassi, non sono attivabili né dal servizio né dalla famiglia. Si rende quindi necessario il proseguimento di un trattamento terapeutico-riabilitativo intensivo che consenta di conservare le abilità (abitative e sociali) sviluppate durante la RD e di acquisirne di ulteriori. Con questa finalità opera il CD-CS. Il Centro Diurno-Centro Sociale Reverie opera con modalità peculiari che comportano una tensione costante a sostenere le competenze autonome dei suoi utenti e a disincentivarne la dipendenza. Mira a sostenere e sviluppare ogni competenza sociale e funzionale all’abitare. Struttura programmi terapeutici e riabilitativi in continuità e sinergia con le altre strutture Reverie e utilizza in maniera creativa e funzionale all’autonomia degli utenti le risorse messe a disposizione dal territorio. A questo scopo il CD-CS si è dotato nel corso degli anni di una organizzazione peculiare. La sede operativa, collocata nel centro urbano del paese di Capena (il Centro Sociale, CS) costituisce un luogo di riferimento e di aggregazione per gli utenti e gli operatori del CD, da inoltre la possibilità di sperimentare le proprie competenze sociali all’interno del tessuto sociale “normale”. La sinergia fra CD-CS e risorse funzionali alla crescita degli utenti messe a disposizione dal territorio (comprese quindi le CT e le RD della Reverie) viene curata da una equipe multidisciplinare (Unità Operativa Territoriale, U.O.T.) che orienta il rapporto con il paziente in carico nella direzione di modulare la relazione di affidamento, tipica del modello Reverie, con modalità operative congrue con l’obiettivo di emancipazione dell’utente.
I locali del CD vengono quindi utilizzati per attività specifiche,
solitamente afferenti all’area della psicoterapia, e gli utenti utilizzano
molto intensamente situazioni riabilitative e abilitative collocate sul
territorio. L’uscita è graduale e successiva ad un periodo di sperimentazione durante il quale ogni utente viene aiutato a definire più puntualmente possibile i propri desideri ed i propri bisogni. Una volta appurata operativamente la fattibilità del progetto così definito ed individuata una soluzione abitativa alternativa, viene gradualmente spostata nella nuova casa la funzione di abitare con la collaborazione del Servizio Inviante e, laddove ancora necessario, delegato ad altri il proseguimento della psicoterapia.
La comunità hanno finora organizzato l’uscita dalle strutture attraverso due canali : uno interno centrato sull’utilizzo della residenzialià decentrate e protette quali luoghi propedeutici alla dimissione dalla struttura residenziale e la dimissione diretta, senza la mediazione di programmi di verifica e graduazione dell’autonomia. Questo secondo metodo, tutt’ora prevalente, ha però evidenziato seri limiti, spesso compromettendo il lavoro svolto in CT. |