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"Reverie Comunità 1"
 

Psicologia Clinica e Psicoterapia
in Comunità terapeutiche, Centri diurni
e Residenzialità terapeutiche

 

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DALLA COMUNITÀ AL TERRITORIO

 

Per realizzare operativamente percorsi di uscita dalle Comunità residenziali la Reverie ha attuato, nel corso degli anni e a seconda delle specifiche esigenze di gruppi definiti di pazienti, diverse modalità di evoluzione dei programmi di dimissione.

La sperimentazione dell’autonomia: il programma di Residenzialità Decentrata

Il primo percorso sperimentato negli ultimi anni ha il suo cardine nella Residenzialità Decentrata (RD). Vengono utilizzati piccoli appartamenti ("residenze decentrate"), ubicati fuori dalla Comunità, in contesto urbano e strutturati in modo da poter accogliere 2-4 ospiti, nei quali si realizzano progetti di verifica delle capacità di autonomia psichica ed abitativa acquisite durante il percorso in CT. La funzione preminente assegnata ai programmi di RD e quella di separare strutturalmente ed organizzativamente la funzione dell’abitare da quella del curare che sono invece sostanzialmente sovrapposte nell’intervento di CT.

L’inserimento in RD è graduale e modulato in sinergia con l’evoluzione della situazione complessiva del singolo paziente nelle fasi finali del trattamento residenziale. Valutato lo status psicopatologico del paziente e di concerto con lui, la sua famiglia, l’equipe del Servizio inviante e quella della CT, l’utente inizia questa tappa del percorso dapprima andando nel nuovo appartamento per dormirci, guidato e sostenuto dagli operatori - che oltre ad accompagnarlo e rassicurarlo garantiscono sempre una pronta reperibilità dalla CT.

Con la gradualità definita dalla specifica condizione individuale, l'ospite inizia ad utilizzare per tempi sempre più lunghi la nuova casa. Così inizia ad organizzare il risveglio, dapprima con la visita dell’operatore poi con il contatto telefonico ed in seguito autonomamente. Inizierà poi a fare colazione presso la casa, dapprima utilizzando prodotti presi in comunità e in seguito facendo la spesa da solo, e così via. La fase preliminare termina con un programma a regime che vede la persona in grado di utilizzare la RD come spazio dell’abitare separato dallo spazio della cura che resta quello della CT. L’ospite quindi vive nella casa esterna alla CT e lì viene eventualmente assistito e sostenuto dagli operatori per tutte quelle funzioni che non sia ancora in grado di svolgere autonomamente; utilizza le risorse del territorio per soddisfare le sue esigenze e, con la guida dell’operatore, sperimenta modalità di socializzazione non protetta. Si reca in Comunità quotidianamente, ma solo in quelle fasce orarie in cui vi si svolgono attività terapeutiche e riabilitative significative nel suo progetto individuale.

Il passaggio nelle strutture decentrate prelude e prepara il reinserimento nel mondo sociale, lavorativo o familiare e, in linea di massima, la restituzione, per la loro competenza, ai Servizi di Salute Mentale invianti corresponsabili del progetto terapeutico. Prevede quindi tempi di soggiorno limitati ed è proposto all'utenza per verificare i risultati terapeutici-riabilitativi raggiunti al fine di ricercare il luogo e la modalità di restituzione al territorio di appartenenza più adatti. Comporta quindi la sperimentazione di modalità organizzative tali da sostenere le parti ancora fragili o deficitarie dei nostri utenti e di far leva invece sulle aree di maggior competenza di ognuno al fine di promuovere il massimo grado di autonomia possibile.

I Programmi di Centro Diurno--Centro Sociale

Il programma di Residenzialità Decentrata come preparazione all’uscita dalla comunità residenziale ha di solito una durata breve (6 mesi circa) e concretizza i suoi risultati solitamente permettendo il rientro dell’utente nel suo territorio di provenienza con un’organizzazione di vita autonoma o quanto meno con necessità di assistenza decisamente ridotte.
Non sempre però questo è l’esito immediato. A volte l’esperienza di RD fa emergere difficoltà non evidenti nel contesto del trattamento residenziale; più spesso i livelli di assistenza necessari a mantenere la persona in equilibrio psichico, per quanto bassi, non sono attivabili né dal servizio né dalla famiglia. Si rende quindi necessario il proseguimento di un trattamento terapeutico-riabilitativo che consenta di conservare le abilità (abitative e sociali) sviluppate durante la RD e di acquisirne di ulteriori.
Con questa finalità si è finora mosso il CD-CS che ha dovuto far riferimento a parametri autorizzati inizialmente non pensati per questo scopo. 
La sede fisica del CD (formalmente autorizzata e riferimento per le pratiche amministrative) nella costruzione attigua alle strutture della CTC si è rapidamente rivelata non funzionale all’obiettivo di svezzare i pazienti dalla CT e di formarli alla competenza sociale: offre infatti troppe occasioni di contatto con la CT, vista la continuità spaziale che propone, e porge il fianco al rischio di confondere gli utenti circa l’appartenenza. Inoltre la strutturazione classica del Centro Diurno, pensata per offrire ai pazienti uno spazio alternativo all’abitazione su cui investire, non ci è apparsa funzionale allo scopo che ci ripromettevamo di aiutare i pazienti a tornare a vivere in una loro casa e disinvestire lo spazio della cura.
Si è quindi sempre di più fatto leva, negli ultimi anni, su una sede operativa collocata nel centro urbano del paese di Capena (il Centro Sociale, CS, non formalmente accreditato) affinché costituisse un luogo di riferimento e di aggregazione per gli utenti e gli operatori del CD che sperimentavano le proprie competenze sociali all’interno del tessuto sociale “normale”.

Proprio perché obiettivo di questo intervento terapeutico-riabilitativo è la messa a punto, il sostegno e la verifica di programmi personalizzati di uscita dal circuito della dipendenza istituzionale, gli utenti del Centro sono stati sostenuti, in primo luogo, nello sforzo di far proprie tutte le funzioni dell’abitare. Vivono quindi in appartamenti autonomi ( un massimo di 4 persone per appartamento), collocati nell’area urbana del paese di Capena, e presso questo domicilio si svolgono una parte delle attività del programma di CD-CS. Al mattino, infatti, finora, è il passaggio dell’operatore a cadenzare i tempi della ripresa dell’attività da parte dei ragazzi e a organizzare la cura mattutina della casa. A metà mattinata una breve riunione degli utenti con gli operatori presso il CS ha la funzione di puntualizzare i compiti che ognuno svolgerà nel corso della giornata, sia in funzione dei programmi gruppali (spesa, preparazione del pranzo, pulizia degli spazi utilizzati dal CD-CS, ecc.) che di quelli individuali (lavoro esterno, formazione, visite mediche, cure estetiche, psicoterapia, ecc.). Il pranzo, finora, è stato preparato e consumato o collettivamente o da ogni gruppo-casa, con il supporto organizzativo e la supervisione degli operatori, a seconda degli specifici progetti in attuazione e delle sperimentazioni in essere. L’autogestione pomeridiana viene organizzata da ognuno in relazione alle decisioni prese durante la riunione di metà mattina. A sera, è ancora un passaggio presso le case da parte dell’operatore a definire, per chi ne ha bisogno, il termine delle attività sociali.
L’uscita dal programma di CD-CS è stata intesa come graduale e successiva ad un periodo di sperimentazione durante il quale ogni utente viene aiutato a definire più puntualmente possibile i propri desideri ed i propri bisogni. 
Il programma infatti mantiene e riafferma la sua peculiarità di programma di transito (intermedio) con la finalità di rendere operative, dopo averne sperimentato la fattibilità, modalità personalizzate di uscita dal circuito delle istituzioni residenziali psichiatriche.

Il Centro Diurno-Centro Sociale Reverie, opera con modalità peculiari che comportano una tensione costante a sostenere le competenze autonome dei suoi utenti e  tende a disincentivarne la dipendenza attraverso lo  sviluppo di  ogni competenza sociale e funzionale all’abitare.
Struttura quindi programmi terapeutici e riabilitativi in continuità e sinergia con le altre strutture Reverie e utilizza  in maniera creativa e funzionale all’autonomia degli utenti le risorse messe a disposizione dal territorio.
A questo scopo il CD-CS si è dotato di una organizzazione peculiare.

 

Il Programma De-Localizzato

È una strutturazione delle attività pensata per i pazienti che hanno raggiunto e sufficientemente stabilizzato una condizione di equilibrio clinico ed organizzativo che consente loro di mantenere uno stato di benessere con la sola assistenza domiciliare e il riferimento relazionale ad un’equipe territorializzata.

 Si prevede un’organizzazione siffatta:

dalle ore 9.00 alle 10.00 i pazienti ricevono visita domiciliare dagli operatori che li aiutano a strutturare le attività della giornata (riordino e pulizia della casa, spesa, preparazione del pranzo). Secondo un calendario definito periodicamente, i singoli gruppi appartamento (in questo momento, maschile e femminile) alternano giornate in cui consumano i pasti invitando l’altro gruppo (il lunedì si pranza tutti a casa dei ragazzi, il giovedì a casa delle ragazze), a giornate in cui mantengono l’assetto di gruppo appartamento (martedì e venerdì), ad altre in cui il pranzo è socializzato presso la sede del CS (mercoledì e sabato). Nelle giornate in cui un gruppo viene ospitato può dedicarsi ad una più approfondita pulizia dell’abitazione o ad attività individuali dei singoli membri. Nei giorni in cui il pranzo viene effettuato presso il CS sono concentrate le attività terapeutiche gruppali (gruppetti, assemblea, ecc.) e le uscite strutturate con l’equipe. Oltre alla preparazione del pranzo le attività mattutine sono organizzate intorno ad impegni individuali dei pazienti ( manutenzione,  falegnameria, giardinaggio ecc.).
La fasci pomeridiana non prevede attività presso il CS, per questo gruppo di pazienti, ma viene organizzata giorno per giorno sulla base delle esigenze contingenti con il sostegno organizzativo dell’operatore domiciliare del mattino. Viene assicurato un sostegno domiciliare per la chiusura della giornata con un passaggio nella fascia oraria 19.00-20.00.

Il Programma Territoriale

È incentrato sulle attività strutturate sia all’interno che all’esterno del CS. Sono in avvio i laboratori di Giardinaggio presso le scuole di Capena, di Pubblicistica (che prevede la gestione del sito internet dell’associazione, la redazione di un giornalino interno con contributi dei pazienti, l’editing della rivista in stampa semestrale), di Sceneggiatura e Realizzazione Filmica (che prevede la costruzione di un cortometraggio in tutte le sue fasi di realizzazione), di equitazione presso un maneggio nella vicina sabina.  Sono collocati nella fascia oraria 10.30-13.00 oppure in quella 14.30-18.00 e sono aperti alla partecipazione di utenti delle strutture residenziali. Si svolgono tutti a Capena, dentro o fuori i locali del CS, con  il supporto degli operatori dell’equipe del CD-CS ed eventualmente con il coordinamento di maestri d’arte esterni. Sono pensati come occasione di socializzazione evoluta con il territorio offerta ai pazienti in una fase avanzata del loro percorso comunitario o già in RD. Possono mediare il passaggio presso il programma strutturato di CD-CS favorendo la conoscenza del territorio, la rimodulazione del rapporto di affidamento e l’instaurarsi di relazioni significative con gli operatori del CD-CS. Sono poi contenitori strutturanti lo stesso programma di CD-CS.