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Treni di passaggio


ESSERE NELLA COMUNITA’


Supplemento a


Treni di passaggio


Voci dalla Reverie – anno 4° - n. 4 


Numero speciale per il ventennale delle comunità Reverie 


Dedicato a tutti quelli che hanno continuato e continuano ad avere un sogno: ogni gesto, atto, pensiero, emozione sono, essenzialmente, possibilità consegnate alla natura umana e, questo, indipendentemente dalla discriminazione tra sano e malato.


Dedicato a chi ha avuto il coraggio e la forza di sondare gli abissi della propria ed altrui interiorità e, senza ritirarsi atterrito, ha trovato il modo di dare parole al dolore, di dare parole alla sofferenza dell’anima (anima alla sofferenze delle parole?), prima alla propria, poi, a quella altrui.


Dedicato a tutte queste presenze così semplicemente umane che pure sopraffatte dall’Angoscia, hanno consegnato le loro esistenze allo spazio ed al tempo della comunità, tra mille incertezze, ripensamenti e ricadute nell’Ombra, e, nonostante tutto, sono ancora qui.


Dedicato a quelli che pensano di non farcela, a quelli che ce l’hanno fatta, a quelli che ce la faranno, a quelli che non ce l’hanno fatta, a quelli che sanno che, fin quando continueremo, insieme, a sognare, la porta della Reverie sarà sempre aperta: per loro.


Dedicato a quelli che mentre ci chiedono una cosa ce ne chiedono un’altra, a quelli che la notte sbattono le porte dei bagni, a quelli che fumano in camera, a quelli che parlano sempre e a quelli che non parlano mai, a quelli che ci trattano male.


Dedicato a quelli che all’ora di pranzo ed all’ora di cena si accalcano davanti alla cucina, a quelli che la notte sbagliano mira, dedicato a quelli che ogni giorno ci chiedono un’eccezione, a quelli che rimangono senza sigarette e a quelli che le riconsegnano.


Dedicato a Loro, consentitemi una nota personale, di cui non posso dire se non per il sentimento che a loro mi lega e che sfugge, in verità, a qualsivoglia forma di linguaggio, perché entra di diritto nello Spazio dell’Emozione. 


Dedicato con tutto lo slancio possibile a Quelli che hanno deciso di fermarsi a riflettere ed ora non sono con noi: che facciano pure le loro scelte, con la consapevolezza che, ancora, sono una parte di noi.


Dedicato a tutti i Maestri (ognuno scelga i propri!) che con il loro pensiero hanno


 illuminato il cammino sul sentiero che ci ha condotti nella


* Heimat der Liebe * 


Ispirati gli Autori dalla luminosa metafora bioniana, nacque, allora, la Reverie: da allora sono passati venti anni.


E’ tradizione, per questo nostro laboratorio di scrittura, produrre, in occasione delle ricorrenze più importanti, un giornalino, Treni di Passaggio, per l’appunto.


Per qualche arcano motivo, proprio per il ventennale, siamo arrivati in ritardo per il numero cinque e, quasi in dirittura d’arrivo, abbiamo deciso per un supplemento, una monografia intorno alla Comunità.


In realtà il ventennio cade nel mese di dicembre di questo anno, per cui questo supplemento coincide con i festeggiamenti che avranno luogo alla fine del mese di giugno.


Questo supplemento non avrà la veste grafica del giornalino ma contiene delle emozioni, dei vissuti, delle storie che sono le storie, dense di significazione umana, di questi nostri compagni di viaggio e, come riflesse in uno specchio, anche delle nostre.


  Buona lettura.


Antonello


  


Buone nuove!


di


Nicola


Ultimamente sto pensando e ripensando a come mi trovo in questa comunità. Sicuramente sto meglio di come stavo al CSM, ma quello credo, qualsiasi posto è meglio di quello!


Però qua mi trovo non bene, benissimo.


In questa comunità mi sono trovato bene da subito, ed i ragazzi e gli operatori mi hanno accolto con molta naturalezza e serenità o, almeno, così mi è parso.


Ultimamente sono successe un paio di cose non piacevoli che mi hanno portato delusione ed anche “punizioni”.


Ci sono buone nuove però: il litigio con C. l’ho dimenticato e mancano solo tre settimane per finire la punizione che consiste nel divieto di andare a Roma.


Intanto ho cominciato ad andare da una psicologa e ho superato la paura del primo giorno perché l’ho reputata una dottoressa seria con cui posso parlare liberamente.


Ho iniziato un corso all’Upter per fare l’erborista e questo è un obiettivo che mi impongo anche se per me non è facile ricominciare a studiare.


Un’altra buona nuova è il soggiorno estivo perché non vedo l’ora di andarci. Tra un problema risolto e questa attesa anche se con un po’ di noia addosso, vivo dei giorni sereni.


Qui in comunità parlo con la mia operatrice di UOB e, ultimamente, parlo di più anche con i ragazzi e cerco di dimenticare i vecchi problemi, e questo riesco a farlo, tra alti e bassi, grazie alla comunità, ai ragazzi e agli operatori: “Sei fantastica, grazie Reverie!”


La maglietta di Superman


di


Milena 


Alcuni operatori pensano che la maglietta di Superman, durante la mattina, mi dia dei poteri perché riesco, dopo tanto tempo, ad affrontare il laboratorio di autogestione senza più scontrarmi con gli operatori e con i ragazzi (quasi!), a prendere un compito e farlo, anche se non ne ho voglia, e a cucinare.


In realtà tutto ciò è il risultato di un lungo lavoro con la mia psicoterapeuta.


La maglietta di Superman, come anche altri oggetti, anche se non mi da dei poteri, rappresenta metaforicamente, essendo solo una parte della sua tuta, la preparazione verso la realtà che è ricca di difficoltà.


Inoltre con un carattere deciso, visto che caratterialmente mi sento come Superman, posso dire di essere una persona combattiva, secondo il mio motto


“ mi spezzo ma non mi piego”.


La mia passione verso Superman, che è così combattivo, ce l’ho da quando ero bambina, grazie all’attore Christopher Reeve.


Visto che nella realtà dovrò fare i conti con le difficoltà della vita, anche con il male, come anche nell’aiutare moralmente le persone, mi dovrò cucire addosso una “tuta”, una corazza per difendermi come per affrontare la realtà quotidiana.


Dovrò fare i conti anche la Kriptonite, rossa e verde.


Questo perché, come si sa, la prima provoca a Superman l’indebolimento dei suoi poteri fin quasi al letto di morte, mentre la seconda provoca alterazioni del carattere, dei sentimenti e delle emozioni.


Per me questo significa che la prima rappresenta notizie su persone care che improvvisamente stanno male, provocandomi un grande dolore interiore che mi porte a sentirmi morire o a trovarmi in situazioni che mi fanno tanto male; la seconda, quella verde, rappresenta i momenti in cui, all’improvviso, si altera il mio umore portandomi ad essere nervosa, egoista.


Tenendo conto di quello che ho detto, si capisce quanto io sia vulnerabile alla Kriptonite e, simbolicamente, specie a quella verde.


All’antidoto ci lavoro da tempo e con pazienza, ma si sa, obiettivi precisi come questo non si risolvono dall’oggi al domani.


Anche rinforzare il mio carattere e proteggerlo con una tuta/corazza dalla malvagità è qualcosa che porto avanti con pazienza e da tanto tempo.


Concludendo, nella mia vita ho diversi obiettivi da raggiungere.


La cosa più importante però, da sottolineare, è che nella vita voglio sentirmi come Superman adattandolo alle mie esigenze per sentirmi forte e capace di affrontarla.


Il mio sopranome? SuperMimì, per gli amici…



La Comunità


di


Carla F. 


Anche se sto in comunità da poco tempo posso dire di trovarmi bene.


La comunità è per me un luogo di incontro soprattutto verbale con gli altri ragazzi, i laboratori mi piacciono e li seguo attentamente.


Con gli operatori ho un ottimo rapporto e anche con gli utenti anche se spesso dormo.


Mi piace dormire anche se in stanza cerco di starci meno possibile, però non mi piace ciondolarmi e vedere il televisore perché ho paura delle cosiddette “overdose” televisive e cioè quando si guarda troppa televisione così come quando si bevono troppi caffè o si ascolta troppa musica.


Credo molto nell’amicizia per questo sto attenta a non sbagliare con i ragazzi della comunità perché se perdessi l’amicizia di uno di loro sarebbe la fine per me e devo ammettere che forse sto cercando il mio migliore amico anche all’interno della comunità.


A volte l’amicizia viene sottovalutata invece è importante secondo me perché è alla base di ogni rapporto; per concludere devo dire che spero di finire il mio programma presto e di tornare a casa.


  


Un momento difficile in comunità


di


Guglielmo


Quando sono entrato in comunità ero spaesato e non mi accorgevo, o non sapevo, della bellezza di questo posto; forse perché stavo male ma anche perché non capivo che se mi fossi affidato completamente agli operatori le cose sarebbero cambiate in meglio.


All’inizio ho avuto tanti momenti difficili, ma il più brutto è stato quando mi hanno dato un ultimatum, e se non fossi cambiato, avrei perso tutto e tutte le persone che rendono fantastico questo posto: si, perché oltre ad essere un luogo di cura, in Ct si ha la consolazione di essere amati e di amare senza paura. Quel momento difficile è passato e, per mia fortuna ho ricominciato a mettermi in gioco, tutti mi hanno accettato e sono contenti di me, ed io ancor di più perché la comunità è la mia prima famiglia e la porterò sempre nel cuore.


Credo


di


Ivan


Credo che siano tutti contenti per il cammino che sto proseguendo, e spero che siano tutti contenti per il mio comportamento. Questo cammino che sto proseguendo sarà aiutato dalle persone che mi stanno vicine, e spero che tutto questo mi faccia sentire forte e più sicuro.


Farò tesoro di tutte le cose che mi verranno dette, spero che la mia famiglia sia contento visto che sto bene e, quando telefono a casa, sentono l’entusiasmo per il traguardo che sto raggiungendo, perché la mia vita vale.


La Comunità


di


Riccardo


Nel ventennio comunitario


Scrivo al mio caro diario


Come stai amico di penna?


Sono un po’ più con i piedi per terra!


 


Mi ricordi il mio analista


Dei lapsus ne faccio una lista


Farmaci e laboratori e


Sopporto i miei dolori


 


Per fortuna me ne libero ogni dì


Pochi sono i tre quarti d’ora del venerdì


  


La Comunità


di


Simona


 Entrando si respira l’aria di un luogo quasi immobile, ma la nostra comunità è il fulcro di tanti cuori che battono, menti che si coinvolgono e opere inazione.


C’è tanto impegno che ci accomuna e tanta voglia di vivere e crescere. Nella comunità Reverie tutto è condiviso, o almeno si cerca di stare tutti insieme, l’uno vicino all’altro e questa è la nostra terapia.


Impegno, rispetto e qualche volta anche vera amicizia, sono i fattori che ci spingono che ci spingono in avanti ed io tutto ciò lo chiamerei, sia da parte degli operatori sia dalla nostra parte: Amore.


Un momento particolare


di


Andrea


 Un momento particolare è stato entrare nella comunità Reverie. Familiarizzare con questo posto mi è stato molto facile. Penso che questo luogo sia come la sala d’attesa per proiettarci poi nella realtà della vita quotidiana anche se è molto dura. Alla Reverie ci sono dottori e operatori molto bravi.


 


La comunità


di


Ludovica


 Quest’anno si festeggia il ventennio della Comunità Reverie, mentre in questi giorni per me è passato un piccolo (grande) anno. Quante cose ci sarebbero da dire sulla comunità; tanto per iniziare posso dire che all’inizio non volevo assolutamente entrare, avevo molta paura. Poi ce l’ho fatta e poco dopo ho dovuto affrontare una delle mie paure, e cioè spostarmi per andare al soggiorno estivo. Da quando siamo tornati ho passato vari momenti, alcuni di gioia ma anche molti di tristezza, paura e depressione. Non credo che questi sentimenti siano svaniti e non si ripresenteranno mai più, ma lavorandoci vorrei che pian piano diminuissero sempre più, fino a permettermi di potermi dare la possibilità di uscire da qui e ricominciare una vita più o meno normale. Anche il rapporto con i ragazzi è stato ed è abbastanza difficile, anche se sento di voler bene a tutti, anche con loro ci sono momenti belli e anche purtroppo momenti brutti; ma se non ci fossero non ci troveremmo mai davanti a delle difficoltà da dover affrontare.


In tutto questo una parte direi piuttosto importante l’hanno avuta gli operatori, che sono stati lì, pronti, vicini, comprensivi e quindi tra le varie dediche penso che la più grande e importante vada fatta proprio a loro, con tutto il cuore,


GRAZIE.


p.s. Un’ultima dedica vorrei farla al nostro falegname, che è una gran persona, a me molto cara, sempre disponibile, sempre dolce con noi ragazzi, che ci tratta quasi come figli .


Ora lavoro con lui, ma a parte ciò che imparo a livello quantitativo è impararlo da lui che è sempre pronto, ogni volta che lo chiamo e non si arrabbia mai.


E’ una persona fantastica e secondo me anche molto importante nella comunità.


 


La comunità


di


Olga


 In questi tre anni e mezzo ho capito tante cose tra cui come si sta in comunità, le regole mi sono servite molto, per esempio per come comportarsi nelle varie occasioni. Ho imparato tante cose, grazie ad Antonietta che mi è stata vicina ed io mi sto impegnando tanto.


La cosa brutta che vi devo dire è che lascio la comunità per andare in casa famiglia,ma resterò in contatto sia con gli operatori sia con i ragazzi.


Quest’anno farò l’ultimo soggiorno estivo con voi e mi dispiace tanto. Mi divertirò tanto perché c’è la mia migliore amica Ludovica e anche con gli altri.


Spero che questi tre anni mi siano serviti per affrontare una vita al di fuori della comunità.


     GRAZIE A TUTTI!!!


 


La comunità


di


Gabriele


Questo posto chiamato comunità Reverie 1 è stato un approdo, per me, facile e accogliente, facile per le persone che ci lavorano e accogliente per i ragazzi che ci sono.


Poi penso che sia un posto molto rilassante dove si può ritrovare se stessi con qualcosa in più e riscoprire se stessi è una bella cosa.


Quindi dico grazie in anticipo alla comunità e spero di guarire presto per poter ricordare un così bel posto e fargli gli auguri per i prossimi anni.


 


Ti penso


di


Piergiorgio


Pensavo di poterti avere per sempre, di tenerti amorosamente abbracciata a me, di baciarti fino alla sazietà, poi pensarti e ripensarti ma, alla fine è rimasto solo il pensiero.


 


Stampato in proprio presso la comunità terapeutica Reverie, via Madonna due ponti 74, Capena


Giugno 2009