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Il TAR del Piemonte si pronuncia sul ricorso di FENASCOP, ANFFAS Piemonte onlus e CEAPI


Sentenza
TAR Piemonte (N. 1551/14)

La
Sentenza depositata in data 10.10.2014 dal TAR Piemonte - II Sezione
- N. 1551/14 su ricorso di FENASCOP, nonché ANFFAS Piemonte
onlus e CEAPI, tutte patrocinate dall’Avv. Emilio Robotti del Foro di
Genova, ha annullato la DGR Piemonte N. 66/2011 che aveva
sterilizzato tutti gli aumenti delle rette socio sanitarie per le
strutture accreditate e contrattate già disposti con precedenti
deliberazioni regionali e tutti gli adeguamenti automatici delle
suddette tariffe comunque previsti.

La
decisione è da segnalare e di particolare importanza perché,
a prescindere dalle conseguenze positive per le strutture accreditate
in termini di possibilità di recupero degli aumenti illegittimamente
"congelati" dalla Regione Piemonte, ribadisce (in linea con
la giurisprudenza recente, anche dello stesso TAR Piemontese)
importanti principi in materia di determinazione delle rette da parte
della Pubblica Amministrazione, di legittimo affidamento delle
strutture accreditate e contrattate, nonché in materia di
correlazione tra il diritto alla salute e appunto le tariffe stesse e
di loro criteri di determinazione e di necessaria partecipazione al
relativo procedimento da parte degli erogatori accreditati.


LA
GIURISPRUDENZA


Sanità Sole 24 Ore del 28/10/2014 -
Pag. 19


TAR
PIEMONTE/ Accolto il ricorso di Fenascop, Ceapi e Anfas contro una
delibera del 2011
Tariffe e tetti mai «arbitrari»
La
discrezionalità delle Regioni non è assoluta - Erogatori da
tutelare


La
Regione non può, con atto d?imperio, sterilizzare le tariffe degli
erogatori senza adeguata motivazione e senza avere valutato gli
effettivi costi di mercato necessari per l?organizzazione dei
servizi. Le tariffe costituiscono espressione del potere
pubblicistico di regolamentazione di un determinato settore economico
e, nella loro adozione, l?autorità competente non deve tener conto
della sola legge della domanda e dell?offerta, ma deve effettuare una
valutazione complessiva modulata anche sul beneficio dell?utenza. Nel
particolare ambito delle tariffe relative alle prestazioni sanitarie,
per la loro determinazione deve tenersi conto sia della necessità di
remunerare adeguatamente il soggetto erogatore, sia dell?esigenza di
contenimento della spesa pubblica, avendo presente l?obiettivo finale
di consentire l?accesso diffuso alle prestazioni sanitarie ritenute
essenziali.


È vero che la politica programmatoria sui limiti
di spesa sanitaria o socio-sanitaria garantisce agli enti un ampio
potere discrezionale, ma a patto che vengano bilanciati interessi
diversi: non solo l?interesse pubblico al contenimento della spesa e
il diritto degli assistiti alla fruizione di prestazioni sanitarie
adeguate (art. 32 Cost.), ma anche le legittime aspettative degli
operatori privati i quali ispirano le loro condotte a una logica
imprenditoriale, nell?ambito della loro libertà di iniziativa
economica (art. 41 Cost.).


Con questa motivazione, il Tar
Piemonte, con sentenza n. 1551/2014, ha accolto il ricorso proposto
da Fenascop, Ceapi e Anfas contro la delibera n. 66/3253 del 30
dicembre 2011 con la quale la Regione sospese, per gli anni 2012 e
2013, per le tipologie di prestazioni dell?area socio-sanitaria
residenziali e semiresidenziali di cui all?allegato 1-C del Dpcm 29
novembre 2001, l?applicazione di tutte le norme regionali che
prevedono un adeguamento delle tariffe al tasso di inflazione
programmata o comunque altri adeguamenti automatici, prescrivendo
anche che le aziende sanitarie non potessero riconoscere, per i due
anni considerati, tariffe superiori a quelle corrisposte alla data
del 31 dicembre 2011.


Il tribunale è così tornato a ribadire
(si veda anche la sentenza n. 201/2014) che la fissazione di un tetto
di spesa che si preoccupi solo di qualcuno degli interessi predetti,
trascurando gli altri, non potrebbe per ciò solo essere considerata
legittima, in quanto carente ab origine del necessario bilanciamento
descritto, con conseguente dovere di rispettare l?equilibrio
economico dei fornitori.


Il meccanismo vincolante di
aggiornamento risponde allo scopo di sottrarre il sistema tariffario
alla discrezionalità illimitata delle amministrazioni regionali, che
finirebbe per recare un grave pregiudizio anche agli utenti stessi,
dal momento che gli erogatori non potrebbero mantenere costi
gestionali non remunerativi e non corrispondenti ai costi di mercato.
La decisione d?imperio, in difetto di istruttoria, costituisce una
violazione del legittimo affidamento delle strutture sanitarie le
quali avevano programmato i propri bilanci e, di conseguenza, un
eccesso di potere da parte della pubblica amministrazione.


 


--- Allegato il documento del Tar (direttamente dal sito Fenascop) ---


http://www.fenascop.it/images/documenti/tar.1551.2014.pdf