Psicologia Clinica e Psicoterapia in Comunità terapeutiche psichiatriche, centri diurni e residenzialità terapeutiche
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Comunità Terapeutica di Capena (CTC)

LA CTC: COMUNITÀ TERAPEUTICA CAPENA 
(in funzione dal 1983)
 
Via Madonna Due Ponti, km.3,300
00060 Capena (Roma)
Tel. Fax: 06/9085892
Tel.: 069045142
 
Ubicazione e descrizione della struttura
 
La Comunità Terapeutica di Capena è situata nella campagna a nord di Roma, a Capena in via Madonna Due Ponti. al km. 3,300. Si tratta di un casale con 6000 mq. di terreno, parte adibito a giardino e parte ad attività ludico-sportive (campo di calcetto e di pallavolo). Il fabbricato è costituito da due corpi di cui il primo, di mq. 450, è ad uso abitativo, mentre il secondo, di mq. 300, a centro polivalente, comune per entrambi i programmi. Qui ha la sua sede anche il Centro Diurno della Reverie.
La struttura è fornita di un arredamento tale da creare un ambiente, per quanto possibile, di tipo familiare evitando ogni parallelismo con ambienti ospedalieri. Gli ospiti usufruiscono di spazi adeguati per una residenzialità confortevole e non clinicizzata
 
 
 
L’intervento 
 
La C.T. ospita programmi residenziali con prevalenti finalità terapeutiche per utenti giovani con problemi psichiatrici o psicologici in genere, fino ad un massimo di diciotto posti letto. Nel corso degli anni i programmi della C.T. si sono andati specializzando per l’accoglienza di utenti giovani, con patologie psichiatriche necessitanti di un trattamento terapeutico-riabilitativo in tempi medio lunghi (18 /36 mesi). 
Sono attivi nel programma, gruppi di studio sulla prevenzione in psichiatria, sulla de-istituzionalizzazione e sulla ricerca della cura e terapia di alcune particolari tipi di patologie (psicosi maniaco-depressive, disturbi borderline, ecc.) Il modello della nostra comunità può essere riassunto nei seguenti punti:
a) le attività di autogestione ed il lavoro. Specifica della "vita comunitaria" è la partecipazione degli ospiti alle attività di autogestione della quotidianità. La gestione responsabile di sé, delle proprie cose e delle cose comuni, diventa verifica del processo terapeutico in merito al rapporto dell’assistito con la realtà. La cura e l’attenzione sollecite rivolte dall’équipe alle attività quotidiane, all’ordine e alla pulizia personali e degli ambienti, sono di fatto cure e attenzioni verso gli aspetti del sé dell’ospite, verso le sue relazioni d’oggetto e le sue capacità d’instaurare un rapporto di realtà con persone e oggetti. Il lavoro di autogestione in Comunità comprende: La cura personale. La cura degli spazi. I lavori di autogestione: preparazione pasti e governo della cucina, manutenzione e governo casa. La cura degli spazi esterni (giardino, piante, orto) e degli animali. Il lavoro è invece inteso come piccola professionalizzazione con possibilità di frequentare botteghe di falegnameria e/o restauro, o di frequentare dei tirocini-lavoro in collaborazione con le A.S.L. invianti. A questi laboratori partecipano generalmente (ma non necessariamente) i pazienti in previsione di uscita la cui individuazione, rispetto al percorso comunitario, consente una progettualità più specifica e differenziata. Sulla base di specifiche richieste delle assemblee di base, possono essere organizzati corsi di professionalizzazione per gruppi di utenti.
 
b) le attività psico-terapeutiche. La vita comunitaria è di per sé orientata terapeuticamente. La condivisione e la partecipazione degli spazi fisici e psichici da parte del gruppo complessivo (operatori ed ospiti), nonché la specifica attenzione ai bisogni e alle dinamiche in atto all’interno del gruppo e nei singoli, rendono il setting comunitario particolarmente adeguato al trattamento dei disturbi psichiatrici.
Ogni assistito ha comunque a disposizione durante la settimana momenti specifici per l’elaborazione analitica dei propri vissuti e delle proprie problematiche: dal colloquio individuale, al piccolo gruppo ad orientamento analitico, agli incontri con le famiglie; inoltre, il gruppo analitico allargato a tutti gli ospiti della comunità, lo psicodramma analitico, ecc.
 
c) Le attività espressive. Parallelamente agli interventi psicoterapeutici ’verbali’ e integrati con essi, sono previsti settimanalmente momenti strutturati di espressività attraverso i quali emergono e si valorizzano le parti integre e creative degli ospiti. Questi spazi riguardano l’espressione simbolica e il processo creativo. Le immagini, il movimento corporeo, la musica e il canto, la scrittura, la pittura, il teatro, in quanto utilizzano simbologie e rappresentazioni non prevalentemente, o esclusivamente, verbali attengono ad immagini di sé e del mondo che sono immediatamente in contatto con i processi primari e l’inconscio e rappresentano, quindi, un canale privilegiato di accesso ai contenuti e ai vissuti più profondi. L’attenzione specifica e l’elaborazione di tali contenuti agevola il processo terapeutico, facilita l’integrazione della personalità e mobilita le risorse più creative e produttive dell’individuo. Nella nostra comunità sono attualmente attivi i laboratorio di musico-terapia, il laboratorio di danza-terapia e quello di scrittura, oltre ad una redazione che pubblica il giornalino degli ospiti. 
I laboratori sono svolti da esperti specializzati in art-therapy.
 
d) L’intervento psichiatrico. Un consulente psichiatra, che è anche il direttore sanitario della comunità, controlla la terapia farmacologia consultandosi generalmente con gli psichiatri dei Servizi invianti e cercando di arrivare col tempo al minimo del dosaggio efficace. All’interno del modello integrato proposto dalla nostra comunità, l’assistenza psichiatrica riveste una parte insostituibile, ma non centrale dei programmi. L’impostazione relazionale e psicoterapeutica da noi adottata richiede al consulente psichiatra una preparazione psico-dianmica e una sensibilità specifica agli aspetti gruppali e istituzionali della terapia.
 
e) Le assemblee. Fondamentale per la vita di Comunità è lo svolgimento, a cadenza settimanale di un’assemblea generale di programma a cui partecipano tutti gli ospiti, gli operatori di affidamento e i responsabili del programma. Tale assemblea è lo spazio auto-normativo, organizzativo e decisionale dell’intero gruppo. In essa si discutono gli ordini del giorno relativi: all’autogestione (la suddivisione e la rotazione dei compiti), alle regole interne e ai problemi ad esse connessi, alle proposte ed iniziative da parte degli ospiti e operatori e alle varie comunicazioni che interessano il gruppo. L’assemblea di programma è il cuore politico della Comunità, è il momento centrale e più partecipato del programma. Essa è inoltre lo spazio di condivisione più importante; scandisce la vita del gruppo e ne verifica la coesione e la disponibilità a progettarsi in comune.
 
L’équipe
 
Gli operatori della comunità sono psicologi, psicoterapeuti, educatori specializzati. La loro formazione prevede un training analitico personale ed un tirocinio di almeno sei mesi in comunità supervisionato dai responsabili. Particolare attenzione, nella scelta dell’operatore di comunità è posta alle capacità di ascolto, di riflessione e di capacità di conoscenza delle proprie dinamiche controtransferali. 
Affinché questa capacità riflessiva possa mantenersi viva all’interno della comunità, gli operatori usufruiscono di uno spazio settimanale di lavoro assieme ad un tutor dove poter affrontare i vissuti quotidiani relativi alla relazione con gli ospiti. Inoltre, una volta al mese, l’équipe viene supervisionata da una persona esperta di dinamiche istituzionali, di lavoro con pazienti psichiatrici e di psicodinamico, accuratamente scelto tra gli specialisti che operano e lavorano in Italia, nei Servizi o in ambito privato con riconosciute qualità.
 
Attualmente nella comunità operano:


1 psicologo psicoterapeuta: Dott. Claudio De Santis, direttore tecnico organizzativo; 

1 pedagogista, educatore di comunità: Dott.ssa Maria Ciambella, direttore tecnico organizzativo; 


1 medico psichiatra: Dott. Piero Venturi, con funzioni di direzione sanitaria;


1 psicologo psicoterapeuta: Dott.ssa Alessandra Marinucci, aiuto responsabile per le attività cliniche e organizzative;


1 psicologo psicoterapeuta: Dott.ssa Antonietta Iuculano, aiuto responsabile per le attività cliniche e organizzative;

 14 psicologi, psicoterapeuti, sociologo, educatori di comunità, art-therapist, psicoterapeuti familiari;


2 infermieri professionali;


1 assistente sociale;

— Collaborazione Esterna—
Maestro Maria Michela Taddei (laboratorio di Musicoterapia) 
Dott. Mauro De Angelis per la conduzione del Gruppo di Psicodramma Analitico;
 
— Supervisione —
Dott. Antonello Correale
 
 
 
Come arrivare in comunità
 
Da Roma:
 
 dal raccordo, uscita Flaminia, direzione Terni; 
 a Prima Porta, uscita a destra sulla Tiberina, direzione Fiano; 
 Al bivio per Castelnuovo di Porto - Capena, uscita a sinistra in direzione Capena; 
 Dopo km. 3,300, sulla sinistra c’è un casale giallo: è la Comunità.
 
Dall’autostrada (A2 Roma-Firenze o Bretella): 
 uscita a Fiano, immediatamente a destra dopo il casello venendo da Firenze o dalla bretella; 
 sulla Tiberina, a sinistra verso Roma; 
 uscire sulla destra al bivio per Capena; 
 arrivati al paese, si imbocca via Madonna due Ponti (passando davanti alla chiesa e al Municipio).
 Dopo circa tre chilometri, sulla destra c’è, il casale giallo della comunità.